Viviamo in un mondo frenetico, scandito dagli impegni e dal tempo che non sembra mai abbastanza. Ad un certo punto decidiamo che è venuto il momento di rallentare, spesso perché il corpo comincia a lanciare dei segnali o perché qualcuno ci ha ricordato che lo stress è la malattia del secolo e va combattuta prima che sia troppo tardi. Tra le varie attività proposte sul web leggiamo che lo yoga "è indicato per sciogliere le tensioni e riconnetterci con noi stessi" così in un batter d'occhio ci ritroviamo iscritti ad un corso. Dopo circa 1 minuto dall'inizio della sessione l'insegnante ci invita a praticare dei respiri profondi allontanando ogni pensiero ed ecco che inizia l'inferno. L'aria sembra non riuscire ad entrare o uscire dal corpo e tutti i pensieri ben archiviati e tenuti sotto controllo degli ultimi giorni salgono in superficie alla velocità della luce in una danza vorticosa. Apriamo un occhio per sbirciare e sembra che tutti i nostri compagni di classe stiano assaporando il Nirvana con visi distesi e respiri leggeri ed iniziamo a chiederci se non ci siamo forse persi un pezzo di spiegazione a riguardo. Poi arriva la parola magica, "savasana", il riposo. Dovrebbe essere tutto facile ora, ma no, il corpo non riesce a stare comodo, temiamo di addormentarci e i nostri pensieri sono diventati ormai un lungometraggio dalla trama interessante che non possiamo proprio ignorare. Libera
Se siamo sufficientemente motivati affronteremo la prima lezione soli, altrimenti troveremo un'amicizia abbastanza compiacente da accompagnarci in questa avventura
Entriamo, stendiamo il tappetino ed immaginiamo così che la nostra pace sia proprio lì ad attenderci.
Potrebbe bastare così ma inizia la pratica delle asana. Posizioni in apparenza semplici diventano lo sforzo fisico più assurdo e complesso mai fatto nella nostra vita. Muscoli mai conosciuti iniziano ad attivarsi e persino stare seduti sembra un' impresa impossibile
I minuti passano con il susseguirsi di termini bizzarri, talvolta in sanscrito, talvolta tradotti,
spesso chiedendoci davvero come si possa assomigliare ad un cane a testa in giù o ad un piccione.
Fino al suono dei cimbali. L'insegnante ci invita a rialzarci, a riconnetterci con il mondo esterno e a ritornare alla nostra quotidianità
Potremmo dire di aver fatto un flop enorme, eppure qualcosa è rimasto, ci sentiamo bene, anche se non capiamo ancora perché. Osserviamo i volti intorno a noi e notiamo che sbocciano dei sorrisi, uniti ad un cenno di ringraziamento reciproco
Forse è adesso che vorremmo riavvolgere il nastro e ripartire da capo...
A quel punto la scelta è di tornare e scoprire cos'è quella piccola e impercettibile scintilla di benessere, o di rinunciare pensando sia solo per pochi
Vi auguro di ritornare , perché lo yoga è una straordinaria ricchezza, ed è per tutti.